Confraternita dell'Assunta

Tempo di quaresima

06/02/2008 - Il tempo di quaresima rappresenta certamente il più antico e fondamentale ciclo liturgico della Chiesa, sia orientale che occidentale. Mentre la sua prassi penitenziale è già segnalata nel II secolo, è soltanto nel IV secolo che si ha notizia della sua struttura di “quaranta giorni”, certamente dovuta all’influsso della simbologia biblica e all’imitazione del periodo trascorso da Gesù nel deserto prima della sua vita pubblica.
Ad una sua più completa strutturazione hanno pure indubbiamente contribuito l’atmosfera del catecumenato di preparazione al battesimo da ricevere nella notte pasquale, la disciplina penitenziale dei peccatori che si disponevano alla riconciliazione, nonchè il diffuso desiderio dei fedeli di rendersi meno indegni e più preparati nel celebrare l’annuale ritualizzazione del mistero pasquale di Cristo.
Tutta la quaresima diventa così concreto orientarsi verso una celebrazione della Pasqua più intensa e interiorizzata, sia attraverso il professare la propria fede che mediante un itinerario personale di conversione, di purificazione, di ascolto della Parola e di adesione al Risorto, affinchè egli possa prendere in ciascuno di noi il posto centrale che gli spetta.
Di qui le quotidiane pratiche quaresimali:
• l’ascolto della Parola fatta con maggiore assiduità, attenzione e amore;
• il contemplare con maggiore frequenza e immedesimazione il Cristo crocifisso e il suo infinito amore per noi;
• il digiuno e l’astinenza, previsti quali stimoli per impegni più importanti;
• una più attenta vigilanza per evitare il peccato e per purificarsi da esso con il sacramento della penitenza;
• la testimonianza semplice e generosa di autentica vita cristiana;
• la preghiera più frequente, intima e confidente;
una partecipazione sempre più attiva alla celebrazione eucaristica, vera sorgente e culmine della nostra vita cristiana.
Fatta questa dovuta premessa, facciamo un po’ di storia.
Già prima del concilio di Nicea, fra il III e IV secolo, la Pasqua era diventata il centro dell’intero ciclo annuale e si era dilatata in cinquanta giorni (pentekoste) . Era preceduta , come riferisce sant’Ippolito nel III secolo, da un digiuno obbligatorio di due giorni e da una preparazione dei convertiti, poi battezzati nella notte pasquale durante la quale si amministravano i principali Sacramenti: battesimo ed eucaristia. Dalla veglia si sarebbe poi sviluppato il triduo pasquale (venerdì, sabato e domenica) come memoria della morte, sepoltura e resurrezione. Nel corso degli anni ci furono altre varianti che sarebbe qui lungo a ricordarle; fatto importante invece è che Pio XII iniziò la restaurazione del triduo pasquale originario portando la veglia alla notte tra il sabato e la domenica, a un’ora corrispondente alla verità storica. Con la recente riforma liturgica si è restaurato l’antico triduo pasquale facendo terminare la Quaresima con il giovedì santo. Il mercoledì delle Ceneri, con cui si apre la Quaresima era anche detto un tempo, in latino, Caput quadragesimae oppure Caput ieiunii, inizio del digiuno.
La Quaresima è il tempo durante il quale il Cristo purifica la sua “sposa”, la Chiesa. La penitenza dei fedeli, segno della partecipazione al Cristo che si fa penitente per ogni uomo col digiuno nel deserto, consiste come abbiamo detto innanzi, nell’ascolto più frequente della Parola di Dio, nella preghiera più intensa e prolungata, nel digiuno e nelle opere di carità.

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