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Terza domenica di quaresima
20/02/2008 - LA SIMBOLOGIA DELL’ACQUA
Gli uomini di oggi posti di fronte alle difficoltà, alle sofferenze, al dolore, è facile che, come gli Israeliti tormentati dalla sete nel deserto, mettano in dubbio Dio domandandosi anch’essi: “ Il Signore è in mezzo a noi sì o no?” (I Lettura).
Una seconda domanda: “Il Signore è in mezzo a noi, ma noi lo riconosciamo?” Nel Vangelo odierno la Samaritana parla con Gesù, gli rende un servizio (dammi da bere) ma non lo riconosce, così come non lo riconosce il popolo di Israele liberato dalla schiavitù dubita della presenza di Dio ( I Lettura).
A questo punto però è il Signore che si fa riconoscere dalla Samaritana chiedendole un servizio, stimolandole l’interesse, richiamandola ad una revisione di vita. Gli Ebrei nel deserto riconobbero che il Signore era in mezzo a loro dal miracolo dell’acqua compiuto da Mosè ( I Lettura). I Samaritani riconobbero in Gesù il Signore dal miracolo della sua Parola (Vangelo). Noi invece dobbiamo riconoscere Dio in mezzo a noi dal miracolo del suo Amore: “Dio dimostra il suo amore verso di noi perchè, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (II Lettura).
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