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V domenica di quaresima
07/03/2008 - LA DOMENICA DELLA COMPASSIONE
Forse nessuna pagina del Vangelo ci presenta Gesù così umano come l’episodio della resurrezione di Lazzaro. L’evangelista Giovanni non dice che Gesù pianse perchè Lazzaro era morto; in fondo sapeva che stava per risuscitarlo. Scoppiò in pianto perchè vide Maria piangere. Gesù non piange per il proprio dolore, ma per il dolore degli altri (Marta e Maria. Si commuove davanti ai poveri, e per essi sceglie la povertà. I miracoli di Gesù erano segni di amore, ma anche segni dei suoi poteri divini. Del miracolo operato, Gesù si dichiarerà contento “ affinchè –disse- voi crediate”. Farci passare “dalla morte alla vita” è il fine della venuta di Cristo, lo scopo delle sue parole, delle sue azioni, dei suoi miracoli. Così dice il Signore Dio: “ Ecco io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio (…) Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete” (I Lettura).
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