|
Maggio: il mese di Maria
01/05/2008 - Per gli antichi romani il mese di Maggio è detto Maius in quanto prende il nome dalla dea Maia, figlia di Atlante e madre di Mercurio; Maia pertanto è la dea della vegetazione. Per i Celti era Simurionis che significa tempo chiaro; gli ebrei lo chiamavano Shevat e i musulmani Juanda I. Lo storico romano Lucio Cingio riteneva che Maius derivasse da Maia, la sposa di Vulcano, che poi è la rappresentazione della Terra, invocata nei sacrifici come Mater Magna. In questo mese i riti propiziatori dell’antica Roma erano quindi dedicati alle dee che vegliavano sulla vegetazione e particolarmente sui fiori che in questo mese sbocciano su tutta la terra.
Questo mese è detto mese mariano in riferimento al nome della Vergine Maria. La storia del mese mariano comincia nel Medioevo con il tentativo di cristianizzare le feste pagane in onore della natura in fiore, ridestatosi dal torpore invernale; sui fiori che erano l’espressione del risveglio, regnava sovrana la “regina” o “sposa di maggio”: la rosa, il fiore più bello e più profumato. Evocando la Madonna, la creatura più alta e sublime, si potevano unire insieme i temi della natura e della santa Vergine Maria. Il primo ad associare esplicitamente la Madonna al mese si maggio fu Alfonso X il Saggio, re di Castiglia che così la celebrava: «Rosa delle rose, fiore dei fiori – Donna fra le donne, unica Signora – Tu luce dei Santi e dei Cieli via». Anche il beato Enrico Sasso di Costanza nel XIV secolo componeva preghiere con cui dedicava la primavera alla Vergine. La pratica delle prime devozioni risale tuttavia al XVI secolo. A Roma S. Filippo Neri cominciò ad insegnare ai giovani ad ornare di fiori l’immagine della Vergine nel mese di Maggio, a cantare lodi in suo onore e a compiere atti di virtù e mortificazione, delineando così il futuro mese mariano. Un secolo dopo e precisamente nel 1677, il noviziato di Fiesole cominciò a festeggiare la Vergine al primo del mese, poi si aggiunsero le domeniche e infine tutti i giorni del mese. Si cantavano le litanie lauretane, si incoronava la statua della Vergine con rose e le si offriva, alla fine del mese, un cuore d’argento, sicchè la “Regina della primavera” si contrapponeva alla “Regina del Cielo”. La formalizzazione del mese mariano è dovuta però al gesuita Dionisi con il suo libretto “MESE DI MARIA”, pubblicato nel 1725 a Verona, dove si suggerisce di compiere le pratiche devozionali anche in casa o sul luogo di lavoro, avanti ad un altarino della Madonna, con preghiere (Rosario e litanie), fioretti di giaculatorie e con l’offerta, alla fine del mese, del proprio cuore alla Madre di Dio. A questo libretto ne seguirono molti altri fino all’ottocento, quando il mese mariano si era ormai diffuso in tutta l’Europa e nelle Americhe. Una ulteriore spinta alla sua pratica venne dalla definizione del dogma dell’Immacolata Concezione nel 1854.
|