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XXII domenica del Tempo Ordinario
30/08/2008 - 31 agosto 2008
Non è possibile riflettere sul Vangelo odierno senza pensare a quello di domenica scorsa. Qui la parola di Dio esorta a non abbandonare mai il rapporto intimo col Padre, senza del quale il nostro sguardo sulla vita, sul mondo e sullo stesso disegno di salvezza, rischia di essere troppo “terreno” dimenticando che la potenza della redenzione si attua nella più grande povertà di mezzi e attraverso una strade che agli occhi del mondo è inconcepibile e viene considerata come una “vita persa”: la croce.
Pietro, precedentemente lodato per aver dato ascolto alla voce del Padre che gli rivelava l’identità di Gesù, ora viene invitato a tornare al proprio posto di discepolo: non è lui che deve indicare la strada a Gesù ma il suo ruolo è quello di seguire il Maestro.
Un tale orientamento di fono presuppone una scelta totale, un amore senza misura: “ mi hai sedotto Signore e mi sono lasciato sedurre” (I lettura). Perchè il vivere cristiano è andare contro corrente, impegnarsi contro l’andazzo usuale, contro la forza dell’abitudine, contro lo strapotere dei condizionamenti dell’ambiente, delle ideologie, dei partiti.
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