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XXV domenica del Tempo Ordinario
18/09/2008 - 21 settembre 2008
La parabola del Vangelo di oggi inizia al capitolo 19, versetto 30 di Matteo dove troviamo l’espressione “molti primi saranno ultimi e molti ultimi saranno primi”. Nel Vangelo che leggiamo oggi al capitolo 20, versetto 16 l’espressione è identica e rovesciata: “gli ultimi saranno primi e i primi saranno ultimi”.
Questo capovolgimento ci avverte di una verità: Dio rovescia la nostra logica umana, ma è di una giustizia che supera ogni comprensione. Il padrone (Dio) dona ai primi quanto pattuito, senza togliere anche agli ultimi la possibilità di guadagnare la vita. Di fatto ha dato anche a chi ha lavorato appena un’ora, ma non ha tolto nulla a coloro che hanno ricevuto la paga del tempo: un denaro.
Allora perchè i primi si lamentano? Essi dicono: “…questi ultimi li hai fatti uguali a noi”. Dichiaravano così la loro invidia che la Bibbia definisce occhio cattivo.
Dio, invece, agisce con gratuità, andando oltre le nostre leggi di proporzionalità. Agli ultimi offre speranza e ai primi che tutto è dono e che solo da Lui viene il perdono.
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