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XXVIII domenica del Tempo Ordinario
11/10/2008 - 12 ottobre 2008
“IL BANCHETTO PER IL FIGLIO”
La processione dei SS. Medici e la grande festa della comunità di S. Gennaro e di tutta la città per i Santi non ci devono distrarre dal messaggio che ci lancia il Vangelo e le letture odierne.
Due cose emergono nella parabola di oggi. La prima è la tenace stupidità degli uomini. È quasi comico che, andato deserto il primo invito a nozze, il re torna alla carica, ma gli invitati con mille scuse ignorano l’invito, anzi addirittura insultano ed uccidono i messi del re. Vengono così invitati tutti gli altri, sicchè la sala si riempie fino all’inverosimile di straccioni, minorati ecc.
A questo punto sorge la domanda: basta essere invitati per gustare il banchetto? No, sarebbe in contraddizione con tutto l’insegnamento di Gesù, che non ha mai predicato il privilegio. Per fare parte degli eletti, bisogna meritarselo, non importa se invitati la prima o la seconda volta. Nel linguaggio della parabola, bisogna indossare la veste nuziale. Chi pur avendo raccolto l’invito di Gesù, continua a vivere come se la rivoluzione evangelica dovesse ancora venire, verrà rifiutato.
Due cose, dicevamo, si notano in questa parabola. La prima l’abbiamo esaminata, la seconda è l’inesauribile volontà di Dio. Egli non rinuncia a un suo progetto, neanche se a primo aspetto la nostra collaborazione sembra condannarlo al fallimento.
E le regole le detta lui.
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