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XXXIII domenica del Tempo Ordinario
16/11/2008 - 16 novembre 2008
“I TALENTI”
Abbiamo ricevuto da Dio numerosi talenti: la vita, la salute, l’intelligenza, l’educazione; e i doni della fede: il battesimo con cui siamo entrati nella Chiesa, la formazione cristiana, l’amicizia con Dio. Il Vangelo odierno ci parla dell’impegno concreto e intelligente dell’uomo che nella molteplicità delle situazioni mette a frutto i talenti ricevuti. Ma l’impegno dell’uomo può andare anche in crisi per pigrizia, e per paura del rischio si resta inoperosi (il servo che si riduce a nascondere nel terreno l’unico talento ricevuto!); e si arriva addirittura a mettere in rischio lo stesso rapporto con Dio, ritenendolo un tiranno o uno sfruttatore. Ma il giudice divino, quando verrà, saprà valutare e premiare chi avrà agito bene e secondo coscienza, mentre escluderà dal Regno chi non avrà messo a frutto i talenti. Non ci vuole molta immaginazione per rendersi conto delle infinite occasioni che la vita ci offre per fare il bene. Vigilare significa, pure, non perdere tali occasioni! In un simile contesto la donna del Libro dei Proverbi (prima lettura) appare come il ritratto ideale della dedizione al proprio lavoro e alla propria realizzazione. Anche S. Paolo raccomanda ai cristiani di Tessalonica (seconda lettura) di compiere le opere buone, vivendo da «figli della luce e del giorno».
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