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Battesimo del Signore
11/01/2009 - 11 gennaio 2009
Giovanni, donato da Dio a Santa Elisabetta in tarda età, si era ritirato nel deserto a fare penitenza. Nel deserto non ci sono comodità, ma solo serpenti, pietre e sole cocente, oltre che cavallette e miele selvatico. Diffusasi la voce della sua santità, la folla accorreva a lui numerosa. Giovanni inculcava il suo stesso spirito di penitenza, significato dall’umile gesto dell’immersione nelle acque del Giordano, per indicare la morte al peccato e la volontà di purificarsi nello spirito. Questo battesimo produceva solo l’effetto legato allo spirito di conversione del ricevente. Giovanni stesso lo definiva «un battesimo di acqua», e preannunciava l’imminente istituzione di un altro, quello «in spirito santo e fuoco». Gesù volle sottoporsi al rito di Giovanni per indicare che la penitenza è il primo passo per ricevere il nuovo battesimo. Il battesimo istituito da Gesù produce effetti straordinari, non visibili ma reali. Chi si lascia battezzare «in Spirito Santo e fuoco» non si impegna tanto ad evitare il male, ma ad operare il bene, secondo lo spirito delle beatitudini.
Oggi, allora, celebriamo la grande svolta della vita di ogni credente, ma anche quella dell’intera umanità, poichè in Cristo, “figlio di Dio” e presso il quale «non vi è preferenza di persone», lo Spirito di Dio è effuso su tutti gli uomini.
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