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V domenica del tempo ordinario
08/02/2009 - 8 febbraio 2009
La vita è quella che è, con le sue giornate di sole e di buio, con le gioie e dolori, la tranquillità e gli affanni, il benessere e le sofferenze, la salute e le malattie…
La prima lettura odierna sottolinea l’aspetto doloroso e aspro della vita, così come il Vangelo ci mette sotto gli occhi la febbre, la malattia, il dominio del maligno.
Se uscissimo un po’ dal nostro guscio, forse sullo stesso pianerottolo di casa, nella stessa strada, la miseria e la sofferenza ci farebbero udire il loro grido.
Che fare? Ci abbandoniamo al pessimismo?
Guardiamo Cristo: combatte il male, la sofferenza, il dolore, la malattia, eppure non è un medico. Era venuto a risanare i cuori affranti, ma la missione principale era quella di predicare il Regno di Dio.
Gesù annuncia che il Dio Misericordioso è il Signore Potente e invita a riconoscerlo con piena fede e fiducia. Dio è potente e impiega la sua potenza per noi. Quando e in che modo questo avvenga, dobbiamo lasciare che sia Lui a determinarlo. Perchè tutto ciò si realizzi, bisogna pregare con fiducia e saper attendere.
RIFLETTIAMO:
- come valutiamo il significato della preghiera?
- riusciamo a trattenerci senza fretta con Dio e sappiamo attenderlo?
- siamo capaci di restare in silenzio senza buttarci nella frenesia del quotidiano, o ne siamo diventati schiavi?
- vogliamo costringere Dio a mettere sempre a disposizione il suo aiuto, e nella maniera da noi stabilita?
- abbiamo una fiducia illimitata nella sua potenza e nella sua bontà, senza volergli imporre nulla?
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