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I domenica di quaresima
01/03/2009 - 1 marzo 2009
Il Vangelo di questa domenica ci pone di fronte all’esperienza di Gesù, per quaranta giorni nel deserto. È impressionante osservare che Cristo, nella sua opera di redenzione, ha voluto assumere appieno la natura umana. Pur non essendo peccatore, ha subito appieno le conseguenze del peccato, anche le tentazioni, accettando la natura umana in tutta la sua piccolezza. Così, dopo l’esperienza di penitenza nel deserto, di vicinanza al Padre, egli da inizio alla sua predicazione.
Il deserto è un luogo isolato, di silenzio, di solitudine. In esso è possibile avvicinarsi a Dio, ma anche allontanarsi da lui, provati da mille fatiche. Ma in Gesù la tentazione è proprio strumento di riavvicinamento al Padre.
Anche per l’uomo la tentazione può essere strumento di avvicinamento a Dio. L’uomo d’oggi, dal canto suo, subisce le medesime tentazioni provate da Gesù nel deserto: vive «di solo pane», quando si trova nel bisogno mette alla prova Dio, e poi lo dimentica adorando altre divinità: il denaro e il potere.
La tentazione più pericolosa dell’uomo d’oggi è l’orgoglio: “l’uomo al posto di Dio”. Con la scienza si pensa di poter governare l’universo, di poter persino decidere della propria e dell’altrui vita: recenti vicende di cronaca ne sono una dimostrazione. Ma alla fine l’uomo resta deluso, scopre tutta la sua miseria e fragilità.
La Parola di Dio, in questa prima domenica di quaresima, ci sprona ad abbandonarci a Dio, padre buono e misericordioso, ad aver fiducia in lui essendo obbedienti come Gesù.
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