|
Quarta domenica di quaresima
19/03/2009 - Le Sacre Scritture, vero sacramento di Dio, testimoniano sempre che Dio Padre incessantemente e con premura invia i suoi messaggeri a correggere il suo popolo, perchè ama tutti noi. Il libro delle Cronache (1° Lettura) ce lo ricorda e sottolinea, inoltre, come sia determinante l’accoglienza dei singoli e di tutto il popolo.
San Paolo nella seconda lettura descrive la salvezza come partecipazione alla vita di Cristo: essa è dono, è grazia, è misericordia. Come possiamo rispondere a questo dono? L’apostolo delle genti (San Paolo) ci ricorda che siamo salvi mediante la fede, cioè uno stile di vita evangelico e fraterno.
Nicodemo – nel Vangelo odierno – non comprende che Gesù è la luce del mondo, una luce che splende sulla croce e che da questo altare e da questa mensa offre continuamente gioia, pace e salvezza a tutti.
Questa IV domenica di quaresima è detta anche «domenica laetare» cioè «domenica di gioia», dalla prima parola latina del canto di ingresso che dice: «rallegrati…». Il Sacerdote e il Diacono smettono i paramenti viola e indossano, solo per oggi, quelli rosacei.
Tutta la liturgia odierna sta attorno a questo annuncio: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito; chi crede in Lui ha la vita eterna». E’ il canto al Vangelo ma anche il culmine del Vangelo stesso che racconta la conversazione notturna di Gesù con Nicodemo.
|