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V domenica di Pasqua - 10 maggio 2009
09/05/2009 - Nella liturgia di domenica scorsa Gesù viene presentato come colui che da la vita per le sue pecorelle. Viene così sottolineato il rapporto d’infinito amore tra Gesù e i singoli uomini: Egli li conosce, li chiama per nome.
La liturgia odierna, con la similitudine della vite e dei tralci, rivela un legame ancora maggiore tra Gesù e i suoi fedeli. “Io sono la vite, voi i tralci”: come la linfa passa dalla vite ai tralci, così Gesù dà la vita continuamente, e non una volta per tutte. Come ramoscelli noi siamo innestati in Cristo e questa è una realtà. L’affermazione apparentemente semplice è carica di novità. Se ne cogliamo il significato profondo, comprendiamo perchè Dio ci ha dato il comandamento dell’amore. Se Gesù è la vite e noi i tralci, noi siamo in qualche modo una sola cosa con Dio e siamo una sola cosa tra noi. Non siamo soltanto fratelli in quanto figli di Adamo, ma siamo quasi cellule di uno stesso corpo.
Sappiamo che esistono corpi “fisici” e corpi “morali”: una pietra è un corpo fisico, un’Associazione è un corpo morale. Ebbene la Teologia parla di un terzo tipo di corpo, detto “corpo mistico”, che supera in dignità e coesione gli altri due. E’ il mistero nascosto nei secoli e rivelatoci dal Figlio di Dio. Solo il cristianesimo possiede questa dottrina e questa certezza. Il grande miracolo avviene all’atto del battesimo: è allora che veniamo innestati in Cristo.
L’unione “mistica”, vitale con Cristo dura fino a quando si cade in peccato mortale. All’atto del peccato, diventiamo rami secchi, destinati, se mancasse la conversione, ad essere troncati via e gettati nel fuoco.
Se restiamo uniti all’albero, dobbiamo attenderci però che il Vignaiolo divino ci poti e la potatura procura sempre piccole o grandi sofferenze, necessarie perchè la vita sia salvaguardata in noi, cresca e porti i suoi frutti.
Ed ora riflettiamo: quali sono i rami inutili in noi? Le vanità, le cattive abitudini, le cattive tendenze. Quando Dio “pota” in noi tutto questo, temiamo che voglia abbatterci del tutto, ma mai come allora Egli ci sta paternamente accanto, ci sta portando sulla via della verità, della vita, della vera gioia
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