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Ascensione del Signore - 24 maggio 2009
23/05/2009 - A Pasqua abbiamo ricordato la passione e morte di Gesù. Quaranta giorni dopo ricordiamo l’ascensione al cielo. E’ il primo essere umano a “mettere piede” in cielo anche con il corpo. Poi ci andrà Maria. Alla fine ci entreremo tutti, quando il nostro corpo sarà rivestito di immortalità.
L’ascensione segna l’ultimo atto di Gesù sulla terra, e il primo nella sua condizione di Uomo-Dio in cielo. Poche settimane prima dell’ascensione, Gesù si era sottoposto alla tragedia preannunziata, morendo in croce, nè gli bastò risorgere. Volle restare quaranta giorni ancora, mangiando, bevendo e conversando con gli apostoli, per rassodarli nella fede, prima del suo distacco definitivo. Pur salendo al cielo però, Gesù lasciò il suo “cuore” sulla terra, l’Eucaristia, “fino alla fine del mondo”, per non lasciarci orfani!
Come Gesù, dunque, anche noi un giorno saremo assunti. Gesù si fece uomo per insegnarci concretamente come vivere per meritare il cielo.
Evangelizzare fu l’ultimo messaggio di Gesù, prima di salire in cielo. Fu il suo testamento: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura». Lui ci vede, ci segue, ci aiuta. Ed ecco i seguaci di Gesù che si muovono per le vie del mondo senza portare con sè «nè oro, nè argento, nè bisaccia» per il viaggio e, a dispetto di arresti, persecuzioni, avviare la più importante trasformazione spirituale che la storia abbia conosciuto.
Non è una vicenda che suscita ammirazione e meraviglia? E che inoltre può offrirci motivo di speranza di fronte a un tempo che sembra in regresso da Dio?
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