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XII domenica del tempo ordinario - 21 giugno 2009
21/06/2009 - Il prodigio narrato nel brano evangelico odierno è il primo relativo alla natura: la tempesta sedata. Gli evangelisti riferiscono più o meno 40 miracoli di Gesù. Essi sono relativi a persone o a cose come vino, pane, pesci o alla natura.
Il prodigio provoca un interrogativo da parte degli apostoli: «chi è costui?». Gli apostoli si stupiscono e hanno un timore riverenziale verso Gesù e di qui la loro domanda.
La migliore risposta, che definisce l’identità di Gesù, viene attribuita da S. Marco a satana, quando Gesù si avvicinò all’indemoniato di Cafarnao: «che centri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il Santo di Dio».
Dio infrange l’orgoglio delle onde, ponendo un limite alla loro voracità. Le onde del mare invasero persino la barca di Pietro e minacciavano il loro Creatore che dormiva «a poppa sul cuscino».
Anche le onde hanno un valore simbolico: rappresentano le passioni che invadono l’uomo fin nell’intimo dell’essere, dove dovrebbe stare solo colui che rappresenta la pace infinita, simboleggiata dal sonno sul guanciale.
Nè il vento nè le onde agitarono il Re della pace, che invece comunicò la pace ai cuori agitati degli apostoli, alle acque del lago e ai venti del cielo!
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