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XIV domenica del tempo ordinario - 5 luglio 2009
03/07/2009 - Fino all’età di 30 anni, Gesù esercita il mestiere di falegname al seguito del padre putativo Giuseppe. Nè ai suoi concittadini nè ad altri Gesù rivela mai il mistero della sua persona, apparendo a tutti un uomo ordinario, operaio, falegname. A 30 anni lascia la bottega di falegname, si circonda di 12 apostoli e percorre a piedi tutta la Palestina, operando ogni sorta di miracoli. Ed ecco Gesù giungere a Nazaret, “sua patria”, dove era stato allevato. Non va a casa sua, ma nella sinagoga, e si pose a leggere il libro del profeta Isaia. Non gli capitò forse per caso sotto gli occhi un passo riguardante la sua persona perchè finalmente dopo 30 anni voleva confidare ai suoi concittadini chi era veramente. «Oggi – dice – si è adempiuta questa scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi». Ma mentre molti si stupivano, altri si “scandalizzavano di lui”, cioè lo rifiutarono quasi fosse un mistificatore. Solo Maria, sua madre, sapeva chi era quel giovane tanto umile e obbediente. Maria sapeva che poteva fare dei miracoli tanto che a Cana gli chiese di operare quello che è conosciuto come il primo miracolo: cambiò l’acqua in ottimo vino!
Questa prima domenica di luglio è quindi la domenica di Gesù profeta rifiutato dalla sua casa. E’ il mistero della libertà umana che può chiudersi alla salvezza che Dio gli offre. E’ anche il mistero della debolezza di Dio che non può far nulla quando è rifiutato. L’amore non si impone a nessuno. Siccome la salvezza del Signore può giungere in molti modi inattesi per noi, occorre essere attenti e non scandalizzarsi della debolezza di Dio. Facciamo nostra perciò la preghiera del salmo responsoriale per esprimere il nostro desiderio e la volontà di essere salvati.
Nella preghiera ci ricordiamo della Chiesa che sempre soffre persecuzione come il suo Maestro.
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