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XXVII domenica del tempo ordinario - 3 ottobre 2010
02/10/2010 - Lc 17, 5-10
Il brano evangelico odierno è intessuto tutto sul tema della fede e della fiducia. Gli apostoli esprimono una domanda-invocazione: «Aumenta la nostra fede, Signore!». Gesù risponde con una piccola parabola.
Da un lato egli evoca il seme microscopico della senape, dall’altro lato, ecco, invece, un grosso gelso. Ebbene, la fede ha in sè una forza così efficace che, quand’anche fosse esile come un granellino, è in grado di compiere meraviglie. E Gesù ci fa passare davanti agli occhi un gelso che vola da un campo fino alla superficie sterminata del mare.
L’accento, però, non deve cadere sul prodigio descritto, quasi che Gesù volesse proporre una fede miracolistica, quanto piuttosto sull’efficacia della vera fede, anche se semplice.
La fede non recrimina, non esige, non è altezzosa ma è piena di disponibilità, è attesa, abbandono fiducioso, impegno gratuito e non interessato. Anche qui Gesù ricorre a una piccola parabola. È la storia di un servo che, mentre sta affaticandosi sotto il sole cocente, viene convocato dal padrone per passare a un altro incarico oneroso. Ed egli deve scattare, senza indugio, verso l’esecuzione del nuovo compito, quello di imbandire la mensa. Gesù ci dice che davanti a Dio non possiamo vantar diritti, pretendere privilegi, esigere ricompense. Il vero fedele è colui che si dona totalmente a Dio senza calcoli.
Con Dio i rapporti non sono “contrattuali” ma solo gratuiti. Davanti a Lui l’orgoglio, l’interesse, la rivalsa devono cadere per lasciare spazio all’umiltà, al servizio generoso, alla donazione piena.
Allora, se vogliamo essere discepoli del Signore dobbiamo mettere fiduciosi la nostra vita e la nostra volontà nelle mani del Maestro.
Per quanto concerne l’essere servi inutili, dobbiamo ricordare che il mondo è già salvo, grazie al sacrificio di Gesù. A noi è chiesto di vivere da salvati, come uomini di fede che camminano con cuore gravido di pace, fecondo e accogliente. Per il resto, lasciamo fare a Dio!
don Massimo Storelli
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