Confraternita dell'Assunta

Epifania del Signore - 6 gennaio 2011

05/01/2011 - Matteo 2, 1-12

Il 6 gennaio ricorre la solennità dell’Epifania del Signore che per la Chiesa d’Oriente è la vera e propria celebrazione del Natale, cioè della manifestazione (in greco epifaneia) del Cristo nella carne dell’uomo.
Il Vangelo proposto in questa solennità è costituito dal celebre racconto dei magi, dell’evangelista Matteo. I magi, o sapienti, in numero imprecisato, sono dei dotti, forse sacerdoti babilonesi o persiani. Mossi dall’apparizione di una stella, vengono alla ricerca del re dei giudei. Giungono, così, fino a Gesù che trovano «con Maria sua madre» e adorano. Mentre Erode, giudeo, ne progetta la morte, i magi, pagani, si prostrano davanti al messia. La salvezza è venuta per tutto il mondo, ma i primi a ricercarla sono i pagani.
Nei doni portati dai magi, la tradizione patristica e medioevale vedrà i simboli della regalità di Cristo (oro), della sua divinità (incenso), e della sua beata passione (mirra).
Il bambino, che i magi trovano con sua madre e davanti al quale si prostrano in adorazione, è l’esplicitazione dell’amore di Dio che incontra tutta l’umanità, e supera tutte le divisioni erette dalla debolezza dell’uomo.
L’Epifania, come dice san Paolo agli Efesini, è l’inizio della ricapitolazione di tutte le cose in Cristo che si compirà con la sua morte e la sua risurrezione, è annuncio di pace ai vicini e ai lontani, perchè tutti divengano membri della famiglia di Dio.

don Massimo Storelli

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