Confraternita dell'Assunta

VII domenica del tempo ordinario/A - 20 febbraio 2011

19/02/2011 - Matteo 5, 38-48

Nella liturgia di questa domenica prosegue la lettura del Discorso della Montagna, il primo dei cinque grandi discorsi che reggono l’architettura spirituale del Vangelo di Matteo. Si completa la serie delle antitesi che Gesù stabilisce tra la vecchia interpretazione riduttiva della Legge biblica e la novità della sua proposta.
«Ma io vi dico di non opporvi al malvagio…Ma io vi dico: amate i vostri nemici». Sono le ultime due antitesi oggi lette, che hanno un identico tema, la relazione con il prossimo. Anche qui Gesù vuole mostrare la sua fedeltà alla legge ma anche la trasformazione dell’antico precetto per darne completamento.
Il primo caso considera quel principio dell’Antico Testamento tradizionalmente noto come «legge del taglione». Cristo propone al discepolo un salto di qualità, quello di superare la pura legge della giustizia per entrare in quella del perdono e della non-violenza. Sono celebri i tre esempi che Gesù allega per illuminare la sua proposta: la guancia offerta alla percossa, il mantello ceduto oltre alla tunica, la marcia forzata.
Il cristiano è invitato a rifiutare radicalmente le legge della violenza; d’altra parte è chiamato ad andare oltre, verso una testimonianza altissima e sorprendente, cercando di ricreare un rapporto umano col nemico, superandolo in amore e inaugurando una nuova strategia di relazioni umane e sociali.
Per quanto riguarda l’amore per i nemici Gesù propone una scelta forte e sorprendente che spezza la rigidità dei legami convenzionali spingendoci a considerare prossimo tutti gli uomini, compresi i nemici. Contro tutte le grettezze dei calcoli, il Vangelo è un appello al rischio continuo del perdonare e dell’amare. In un mondo spesso convinto che violenza e prepotenza siano atteggiamenti vincenti, il cristiano deve avere il coraggio di disarmarsi e di seguire la via della pace.

don Massimo Storelli

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