|
II domenica di quaresima - 20 marzo 2011
20/03/2011 - Matteo 17, 1-9
La solenne e luminosa pagina di Matteo di questa seconda domenica di Quaresima è alla base anche di una festa, quella della Trasfigurazione che si celebra il 6 agosto. Tuttavia la collocazione ideale di questo testo evangelico è proprio quella odierna, nella luce dell’attesa pasquale. La scena del monte ha infatti i contorni di un’apparizione pasquale col Cristo glorioso al centro, circondato dagli apostoli stupiti ma rasserenati da Gesù.
I grandi segni della Trasfigurazione che preannuncia la Pasqua del Signore sono due. Il primo, fondamentale, è quello della voce divina: «Questi è il Figlio mio prediletto». Nel Vangelo questa voce risuona nel battesimo di Gesù, nella Trasfigurazione e infine dopo la morte in croce di Cristo quando sarà un centurione romano a proclamare il vero segreto di Gesù prima annunziato dal cielo: «Davvero costui era Figlio di Dio!». La voce contiene il Credo che Dio ci rivela e che la Chiesa professa.
Il secondo segno è quello della luce che avvolge tutto il quadro della Trasfigurazione, la figura di Gesù e gli stessi discepoli. La Trasfigurazione è per noi il segno dell’azione della grazia che trasfigura la nostra fragilità e la nostra debolezza.
La voce ci conduce al Cristo, la luce ci trasforma in lui; la voce si esprime nella Bibbia, la luce ci avvolge attraverso la fede e i sacramenti; la voce ci indica la via della vita, la luce inaugura il nuovo giorno della salvezza.
La Trasfigurazione è la risposta del Padre a Gesù e ai suoi discepoli, a conforto e stimolo, per eseguire fino in fondo la sua volontà. Prima di inoltrarci verso la passione, essa è un momento di luce che ci sorregge lungo la strada, che nutre la nostra fede nel cammino verso la Pasqua.
don Massimo Storelli
|