Confraternita dell'Assunta

XXII domenica del tempo ordinario - 28 agosto 2011

27/08/2011 - Matteo 16, 21-27

Nel Vangelo odierno Gesù scaglia in faccia ai suoi discepoli tre frasi scandalose. La prima ha al centro la croce che il Cristo vede già profilarsi al suo orizzonte: il discepolo deve seguire il Maestro in questa spogliazione totale. Seguire i passi del Cristo ha come meta non un trono ma il colle del Golgota, ossia la morte infame sulla croce; non ha come esito il successo bensì il rinnegare le aspirazioni digloria.
La seconda e terza frase di Gesù si costruiscono su una coppia di verbi opposti: da un lato c’è il perdere, dall’altro c’è il guadagnare. Il mondo considera il primo verbo come tipico degli sconfitti, mentre il secondo lo considera come segno del successo. Cristo ribalta radicalmente questa concezione e nel perdere, nel donare, vede la via per una conquista straordinaria. Si tratta evidentemente di un perdersi per Cristo, per i fratelli, per trovare la vera vita e la propria anima.
Gesù ci insegna a perdere per diventare colmi di serenità e di pace.
Il Vangelo costringe ad una scelta autentica nei confronti dei veri valori per amore della vera vita. Essa fiorisce solo dalla fiducia in Dio e dall’amore e non sarà mai attaccata dalla ruggine che consuma, non sarà mai incrinata dagli incubi delle malattie e della morte.

don Massimo Storelli

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