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XXVI domenica del tempo ordinario/A - 25 settembre 2011
25/09/2011 - Matteo 21,28-32
Oggi la liturgia ci propone la parabola dei due figli. Da un lato c’è il figlio apparentemente ossequiante ma intimamente ipocrita e ribelle, dall’altro lato c’è il figlio esternamente indisponente ma interiormente disponibile.
Su questa duplicità di comportamento si costruisce una grande riflessione. Tante persone religiose che popolano i luoghi di culto non sono automaticamente i giusti del Regno di Dio. Tante persone, forse meno osservanti e più disordinate, in realtà hanno in sè una carica di fede e d’amore che si rivela nel segreto. Poche righe per tratteggiare due volti, quello dell’ipocrisia e quello della sincerità nascosta.
Questo Vangelo ci esorta a infrangere i luoghi comuni nel giudicare gli uomini. Il valore autentico e nascosto di ogni persona è solo nelle mani di Dio che vede il cuore.
Impariamo a scommettere sulle segrete possibilità di ogni uomo, anche di chi sembra avvolto nel male. Non giudichiamo dalle apparenze. Ogni creatura, infatti, ha sempre in sè la fiaccola dell’amore di Dio.
don Massimo Storelli
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